Cave di marmo di Carrara: come visitarle in autonomia o con tour guidati

cave di marmo di carrara

Quando si pensa a Carrara la mente corre immediatamente alle cave di marmo.

La cave di Carrara sono enormi ferite bianche che si aprono lungo i fianchi delle Alpi Apuane, un affascinante complesso orografico dichiarato dal 2015 Patrimonio dell’UNESCO.

Un territorio unico, un susseguirsi di mutevoli e affascinanti paesaggi, dominato dai profili montani dei bacini marmiferi, che hanno segnato la fortuna di questo luogo.

Visitare le cave di marmo vi permetterà di ripercorre secoli di storia e di scoprire un mondo fatto di duro lavoro, fatica e spettacolare bellezza.

 

Visitare le cave di Carrara

visitare le cave di carrara

Visitare le cave di Carrara rappresenta un viaggio irripetibile all’interno di suggestive gallerie scavate nella roccia, dalle quali si accede al biancore abbagliante delle cave, luogo in cui fin dall’epoca romana si estrae il celebre marmo, divenuto famoso in tutto il mondo.

È possibile visitare le cave di marmo in autonomia o affidandosi a tour organizzati, che vi guideranno nell’esplorazione dei meravigliosi bacini di Torano, Fantiscritti e Colonnata.

Nel primo caso, muovendovi in auto o in moto, potrete visitare i bacini marmiferi e ammirare il panorama estrattivo ripercorrendo il tracciato della ex Ferrovia Marmifera.

Nel secondo caso, potrete rivolgervi ai diversi operatori che organizzano visite alle cave, usufruendo di diverse possibilità: dalle visite guidate in jeep ai corsi di scultura creativa, dall’aperitivo in cava al tramonto al trekking.

Visitare le cave di marmo in autonomia

visitare cave carrara da soli in auto panorama

Se volete visitare le cave di marmo da viaggiatori indipendenti, il nostro consiglio è di raggiungere in auto o in moto la città di Carrara e da qui dirigervi verso i bacini marmiferi di Colonnata, Fantiscritti e Torano.

Vi attenderà un percorso spettacolare, fatto di scorci mozzafiato sulle cave e sulla costa, un itinerario costellato di vallate (come la valle di Miseglia), borghi caratteristici, come quello di Torano e Colonnata, gallerie scavate nella roccia, enormi ponti (Ponti di Vara), Cave Museo (Cava Museo Fantiscritti e Cava Galleria Ravaccione), percorsi a piedi, come quello che conduce alla località di Campocecina, con lo spiazzo panoramico da cui godersi il panorama verso la Lunigiana, le cave di marmo e la costa.

In alternativa, da Carrara è possibile raggiungere le cave di marmo anche in taxi, mentre per visitare il caratteristico paese di Colonnata si può usufruire di un comodo servizio bus che vi porterà a destinazione in 15-20 minuti.

Infine, per gli amanti del trekking e delle passeggiate, le Apuane offrono una vasta rete di sentieri, che vi regaleranno scorci panoramici bellissimi ed esperienze emozionanti.

Visite guidate alle cave di Carrara

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Potete rendere indimenticabile la vostra visita alle cave di marmo di Carrara affidandovi a un tour organizzato che vi condurrà in un viaggio spettacolare alla scoperta dei bacini marmiferi di Colonnata, Torano e Fantiscritti, della loro storia, dei borghi che vi sono nati attorno e della vita dei cavatori, che a questo territorio hanno legato la loro esistenza.

A bordo di una Jeep o di un minivan potrete accedere alle cave dalle quali si estraggono i pregiati marmi di Carrara, dove una guida vi fornirà spiegazioni sui metodi di estrazione e trasporto del marmo, dall’epoca romana sino ai giorni nostri.

Sarà un’occasione per assaporare anche le eccellenze enogastronomiche del territorio; immancabile una tappa presso una delle celebri Larderie di Colonnata, dove potrete conoscere la lavorazione di questo antico cibo, così caro ai cavatori.

Operatori che organizzano visite guidate alle cave di marmo di Carrara

Storia delle cave di marmo di Carrara

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La storia delle cave di marmo è antica e affascinante.

L’escavazione dei giacimenti di marmo, secondo le fonti storiche, risale all’epoca romana (155 a.C.).

Molti celebri monumenti dell’antica Roma sono stati costruiti utilizzando il marmo bianco di Carrara: il Pantheon, la Piramide di Cestio, l’Arco di Claudio, la Colonna Traiana, l’Arco di Domiziano, solo per citarne alcuni.

Dai romani in poi il marmo bianco di Carrara ha reso celebre ed è stato celebrato in ogni epoca della storia dell’arte italiana. Molti importanti edifici cristiani sono stati abbelliti con preziose decorazioni marmoree: il Battistero di Firenze, il Duomo di Santa Maria del Fiore, le Basiliche di Santa Croce e Santa Maria Novella, la Cattedrale e il Battistero di Pisa e il Duomo di Siena.

I più grandi scultori e architetti si recavano personalmente alle cave per scegliere i marmi statuari, tra questi Nicola Pisano e, più tardi, Michelangelo Buonarotti, che con il marmo bianco di Carrara ha realizzato alcuni dei suoi capolavori come la Tomba di Giulio II in cui è presente il Mosè che si trova a Roma nella Basilica di San Pietro in VincoliLa Pietà, conservata nella Basilica di San Pietro in Vaticano.

Nell’arco di due millenni il processo di estrazione del marmo ha subito numerosi cambiamenti.

Fino al XVI secolo i modi di escavazione sono rimasti pressoché immutati (si staccavano le bancate per frattura).

Successivamente si è passati all’uso di mine esplosive. L’utilizzo delle mine si è protratto fino al 1800: si trattava di un metodo rapido ed economico, ma che provocava gravi danni all’ambiente, oltre a grandi sprechi di materiale.

Nel 1895 viene sperimentato, e introdotto con successo pressoché in tutte le cave, il filo elicoidale, poi sostituito negli anni Settanta del Novecento da quello diamantato.

Con questa tecnologia si evita la frantumazione dei blocchi, si riduce la quantità di detriti e si mantiene la cava in efficienza.

Per quanto riguarda il sistema di trasporto, dal tempo dei Romani fino a pochi decenni fa si praticava la spettacolare tecnica della lizzatura, che consentiva lo spostamento dei blocchi dai fronti in quota fino ai piazzali di cava.

La tecnica impiegava un gruppo di cavatori che disponevano il blocco (o i blocchi) su travi di legno, dette “lizze”. Il marmo veniva quindi imbracato e assicurato con l’utilizzo di canapi lubrificati a pali di legno circolari, detti “piri”, piantati nel terreno, su cui gravava tutto il peso di blocchi da movimentare. La lizzatura poteva durare diverse ore e richiedeva forza fisica, resistenza, capacità di calcolo e grande maestria (far parte di una compagnia di lizza era considerato un onore).

Tra il 1876 e il 1964, il trasporto dei blocchi di marmo avvenne anche su rotaia sfruttando la Ferrovia Marmifera, che aveva diverse stazioni in corrispondenza delle cave più importanti.

I blocchi partivano dalle stazioni di Colonnata, Gioia, Calaggio, Ravaccione, Fantiscritti, Tarnone e raggiungevano prima il centro storico di Carrara e poi le località più vicine al mare, dove i blocchi venivano smistati verso gli stabilimenti della costa o imbarcati al porto.

Oggi la tecnologia nelle cave ha compiuto grandi progressi: strumenti e sistemi di lavorazione all’avanguardia hanno integrato o sostituito in gran parte il lavoro dell’uomo.

Attualmente, per staccare e movimentare i blocchi di marmo, vengono utilizzati moderni mezzi pesanti: argani, bulldozer, ruspe e gru permettono di rovesciare le bancate, sollevarle e trasportarle al piano di cava.

Per gli amanti delle rievocazioni storiche, ricordiamo che l’antico metodo della lizzatura rivive ogni anno grazie alla rievocazione storica portata avanti dall’Associazione Compagnia dei Lizzatori di Carrara, che ad agosto richiama la curiosità di centinaia di appassionati.

Le cave di Carrara oggi

cave di carrara oggi di notte

Nella città apuana delle cave il settore del marmo è da sempre il pilastro dell’economia cittadina.

Con 165 cave attive in tutte le Alpi Apuane, il marmo di Carrara è un prodotto unico, apprezzato in tutto il mondo e utilizzato per molteplici impieghi, che vanno dall’arte all’edilizia, dall’arredamento all’uso in ambito industriale.

Possiamo dividere il marmo estratto dalla cave di Carrara nei seguenti gruppi, ognuno con caratteristiche cromatiche e strutturali diverse:

  • Marmi bianchi
  • Marmi grigi e venati (grigio, venato, zebrino)
  • Marmi brecciati (arabescato, calacatta)
  • Marmi cipollini
  • Marmi storici (rosso rubino, nero di Colonnata)

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