Amore e Psiche di Antonio Canova

amore e psiche

Nessuno più di Antonio Canova è stato un fine ricercatore dell’armonia e della perfezione estetica attraverso la lavorazione del marmo bianco.

Amore e Psiche è la scultura più famosa dell’artista perché si colloca in un periodo storico a cavallo tra Neoclassicismo e Romanticismo sintetizzando entrambe le correnti tra stile e idea, un gruppo scultoreo che coglie a pieno le due epoche esaltandole e comprimendole attraverso la genialità narrativa della mitologia greco – romana, tanto cara allo scultore.

Nei prossimi paragrafi analizzeremo in ogni dettaglio la scultura di Antonio Canova Amore e Psiche per scoprire le dimensioni, la posa, il significato, i dettagli anatomici e tantissime altre curiosità.

La descrizione di Amore e Psiche

Sono circa 1600 gli anni che dividono l’opera letteraria di Apuleio narrata ne Le Metamorfosi dal capolavoro scultoreo Amore e Psiche di Antonio Canova, realizzata tra il 1787 e il 1793.

Canova si ispira a un affresco ritrovato a Ercolano intitolato Fauno e Baccante, che oggi è possibile ammirare presso il Museo Archeologico Nazionale della città di Napoli.

Amore e Psiche incarna attraverso il talento dell’artista veneto il dio Amore nell’atto di pura contemplazione della propria fanciulla amata, Psiche, che ricambia la passione nel momento che precede il bacio carico di tensione tra dolcezza ed erotismo.

Le dimensioni e i materiali dell’opera

Stiamo parlando di un gruppo scultoreo, ossia una statua composta da una molteplicità di figure interconnesse in un’opera unica.

Il materiale usato da Canova è marmo bianco e materializza perfettamente i canoni neoclassici come stile e gusto artistico. Le dimensioni della statua sono 155 x 168 centimetri.

L’opera è stata realizzata in marmo tornito finemente e levigato, in modo da sperimentare la morbidezza della carne, in perfetto stile dell’artista.

La composizione e la posa dei personaggi

Canova mette insieme l’estetica neoclassica delicata ed espressiva dei personaggi e la geometria complessa della composizione, in una scultura che è possibile ammirare in differenti prospettive e visuali.

I due soggetti sono disposti in diagonale, bilanciati dalla forma triangolare e speculare delle ali rivolte verso l’alto di Amore.

Guardando Amore e Psiche che si abbracciano dal punto di vista canonico, ossia di fronte, si coglie l’armonia dei corpi che si intersecano nell’abbraccio amoroso un attimo prima di baciarsi, formando una X sinuosa e morbida, che lascia vibrare l’opera nello spazio.

Le quattro braccia dei due amanti insieme formano due cerchi che incorniciano i volti per accentuale i pochissimi centimetri che separano le loro labbra dal bacio.

I dettagli anatomici e ornamentali

Il punto centrale sul quale è focalizzata l’attenzione dello spettatore è l’abbraccio, Psiche è posizionata di lato e tende le braccia verso Amore, che la prende mantenendo con la mano destra la testa voltata all’indietro e con l’altro braccio le sfiora i seni.

Osservando la scultura da dietro è possibile ammirare i dettagli della capigliatura di Psiche, la faretra di Amore, ossia il classico astuccio che contiene le armi come dardi e frecce, più il vaso che ha provocato lo svenimento della fanciulla. Nei prossimi paragrafi scopriremo anche tutti i dettagli della storia.

Per rendersi conto della complessità del marmo e della posa dei due amanti è indispensabile ruotare attorno all’opera e approfondirne l’infinita bellezza che esplode dalla sapiente lavorazione dell’autore.

La storia di Amore e Psiche

La favola di Apuleio a cui si ispira Canova è contenuta ne Le Metamorfosi e si intitola Asino d’Oro, l’artista si è concentrato nella realizzazione del momento finale.

La storia di Amore e Psiche rappresenta uno dei miti più romantici mai stati scritti nella letteratura, perché narra di un amore puro che viene ostacolato dall’invidia e dalla cattiveria di una dea gelosa.

Dopo diverse peripezie e difficoltà l’amore tra i due protagonisti riesce a trionfare. Ecco nei dettagli la favola creata da Apuleio.

La favola di Amore e Psiche nelle Metamorfosi di Apuleio

La leggenda narra di una bellissima fanciulla di nome Psiche, così sublime da essere soprannominata Venere, fatto che scatena l’ira e la gelosia dell’omonima dea.

Venere (la dea) incarica suo figlio Amore di far innamorare perdutamente Psiche di un uomo rozzo che non ricambierà la sua passione, condannandola all’eterna infelicità.

Quando Amore vede Psiche le cose non vanno come previste dalla perfida dea, perché suo figlio sbaglia il colpo della freccia incantatrice e trafigge se stesso, innamorandosi perdutamente della splendida fanciulla e unendosi a lei.

Amore pone una condizione affinché la loro unione possa durare per sempre e fa promettere a Psiche di non cercare mai di vedere il suo vero volto, ma la ragazza in una notte di curiosità irrefrenabile sbircia nel buio, facendo cadere dalla lampada una goccia d’olio che sveglia Amore.

Il tradimento provoca l’abbandono di Amore e Psiche resta sola, a questo punto decide di recarsi da Venere a chiedere perdono ma la perfida dea la sottopone a una serie di prove insuperabili.

Psiche supera con destrezza e con l’aiuto di forze umane e sovrumane tutte le prove, a Venere non resta che spedire la fanciulla negli inferi a chiedere un po’ della bellezza appartenente alla dea Proserpina.

Ancora una volta Psiche torna vittoriosa da Venere e reca con se un’ampolla donata da Proserpina, un vaso che contiene il sonno profondissimo e per questo non deve essere mai aperto.

Ironia della sorte, ancora una volta è la curiosità irrefrenabile di Psiche a metterla nei guai, perché appena apre il vaso, si addormenta.

Amore quando la vede chiede a suo padre Giove di portarla con sé nell’Olimpo e grazie all’ambrosia bevuta, Psiche diventa immortale e l’amore dei due protagonisti viene finalmente accettato dagli dei.

Il banchetto nuziale celebra il lieto fine e Psiche diventa la dea protettrice di ogni fanciulla.

La commissione di Amore e Psiche a Canova

Questa stupefacente opera d’arte fu commissionata a Canova da John Campbell.

Le indicazioni del colonnello inglese furono dettagliate e precise, il gruppo scultoreo avrebbe dovuto rappresentare Amore e Psiche nell’atto dell’abbraccio, momento ispirato al finale della favola Asino d’Oro di Apuleio.

La realizzazione dell’opera

Secondo le cronache di quel periodo Canova si mise al lavoro nel pomeriggio del 30 maggio 1787 studiando un affresco situato a Ercolano che raffigura un fauno che abbraccia una baccante.

Quatremère de Quincy (amico di Canova) afferma che nel 1788 lo scultore tradusse l’opera in marmo nella forma così come la conosciamo oggi, opera che fu terminata nel 1793.

In quell’anno il colonnello Campbell non era in grado di sostenere i costi per il trasporto dell’opera in Inghilterra, perché la spesa era particolarmente esosa.

Nel 1800 la scultura fu acquistata da Gioacchino Murat, che riuscì a trasportarla fino in Francia nel palazzo reale di Compiègne, situato nei pressi di Parigi. Dal 1808 Amore e Psiche è esposta a Parigi nel museo del Louvre.

Il significato della statua Amore e Psiche

Il gruppo scultoreo risponde perfettamente ai canoni estetici neoclassici pur avvolgendo l’esperienza dello spettatore nel pieno Romanticismo, dove dominano sensualità e linee di tensione intersecate con il dinamismo spiraliforme capace di animare l’intera opera.

Considerata un vero capolavoro dell’arte moderna il significato della statua Amore e Psiche scolpisce l’incontro dell’Anima (Psiche) con la passione incontrollabile dell’Eros (Amore) in un momento metaforico rappresentato dall’attimo che precede il bacio, istante preciso in cui la perfezione delle forme fisiche incontra il fuoco incandescente dell’amore puro.

L’amore divino e l’unione dei due mondi

Un altro aspetto che delinea meglio il significato della scultura di Antonio Canova Amore e Psiche riguarda l’incontro tra l’amore divino e il desiderio umano di amare incondizionatamente, in un climax (per usare un termine cinematografico) che consente all’essere umano di abbracciare la percezione divina assimilando la sua perfezione.

Nell’unione dei due mondi esplode la morale della favola Asino d’Oro in cui l’amore trionfa su ogni cosa, persino sul male e contro le dee più ostinate per capriccio e invidia.

La vittoria della bellezza e dell’amore sul male

Nel senso più pieno del significato dell’opera Amore e Psiche Canova imprime su marmo la vittoria della bellezza e dell’amore puro sul male.

Ogni singolo dettaglio dell’opera è volto a narrare la storia dei due protagonisti così come l’aveva concepita Apuleio, così come l’aveva commissionata il colonnello Campbell e così come è stata realizzata dallo scultore.

Il marmo bianco protagonista dell’era neoclassica si prepara a diventare il ponte di congiunzione (quasi futuristico) con la prossima corrente artistica che sarebbe diventata la protagonista del XIX secolo: il Romanticismo.

La celebrazione dell’amore romantico

Adesso sono finalmente chiari tutti i punti che rendono la scultura Amore e Psiche di Canova un’opera inestimabile ma anche un progetto ambizioso, con lo sguardo rivolto in avanti.

La celebrazione dell’amore romantico da parte di Apuleio si dirige verso due prospettive: la morale in senso stretto di trovare la forza nel resistere alle curiosità e il trionfo dell’amore puro contro le avversità del destino, inteso anche come costruzione dell’unione tra due amanti.

La statua Amore e Psiche che si abbracciano consente al Romanticismo di specchiarsi nel Neoclassicismo, dove l’eleganza estetica del marmo funge da specchio per l’arte che celebra il trionfo dell’amore puro in ogni senso e prospettiva morale.

 

Foto intestazione di Sailko con licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

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